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	<title>GEA archeologia &#187; Luoghi da visitare</title>
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		<title>Ricercando&#8230; Frascati</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 10:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Visite guidate]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito della Settimana della Scienza la GEA propone visite guidate gratuite nel centro storico di Frascati in occasione della Notte Europea dei Ricercatori VENERDI&#8217; 25 SETTEMBRE 2015. Passeggiando nelle sue animate piazze e nei suoi caratteristici vicoli,  entreremo nel cuore storico e folcloristico di Frascati, alla<a href="https://www.gea-archeologia.it/ricercando-frascati/">. Leggi tutto...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito della <strong>Settimana della Scienza</strong> la GEA propone visite guidate gratuite nel centro storico di Frascati in occasione della <strong><a href="http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2015/" target="_blank">Notte Europea dei Ricercatori</a> VENERDI&#8217; 25 SETTEMBRE 2015.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">Passeggiando nelle sue animate piazze e nei suoi caratteristici vicoli,  entreremo nel cuore storico e folcloristico di Frascati, alla ricerca di luoghi che rievocano, dall’epoca romana al secondo conflitto mondiale, vicende storiche, aneddoti e curiosità popolari. Il percorso di visita si articolerà da Piazza del Mercato a Piazza San Pietro, camminando “idealmente” all’interno dell’antico circuito murario.</p>
<p>Turni visite guidate per gruppi di massimo 20 persone: <strong>ore 17.30, ore 18.00, ore 18.30, ore 20.00, ore 21.00, ore 22.00<br />
</strong>Appuntamento 15 min. prima dell&#8217;orario prescelto in Piazza del Mercato a Frascati, ingresso Mercato Coperto.<strong><br />
</strong></p>
<h5>Prenotazione obbligatoria da effettuare sul posto, all’interno del Mercato Coperto (SaperMERCATO)</h5>
<h5> Per informazioni 389.0462469</h5>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='https://www.gea-archeologia.it/ricercando-frascati/' addthis:title='Ricercando&#8230; Frascati ' ><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium" ></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>S. Urbano alla Caffarella</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei più celebri luoghi di culto cristiani, la chiesa di S. Urbano nel parco della Caffarella, sta per riaprire al pubblico dopo una chiusura di alcuni anni per restauri alle parti architettoniche ed agli affreschi parietali. Un protocollo d’intesa tra il vicariato e la<a href="https://www.gea-archeologia.it/s-urbano-alla-caffarella/">. Leggi tutto...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei più celebri luoghi di culto cristiani, la chiesa di S. Urbano nel parco della Caffarella, sta per riaprire al pubblico dopo una chiusura di alcuni anni per restauri alle parti architettoniche ed agli affreschi parietali. Un protocollo d’intesa tra il vicariato e la Sovraintendenza Comunale dovrebbe a breve rendere note le modalità di accesso al pubblico, in orari diversi da quelli delle funzioni religiose che saranno ancora officiate.<a href="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/10/s.-urbano-SM.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-814" title="S. Urbano" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/10/s.-urbano-SM-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a></p>
<p>L’edificio, costruito intorno al 160 d.C., era originariamente un tempio pagano dedicato a Cerere e Faustina. Esso faceva parte dell’immensa proprietà (denominata Triopio) di un ateniese, Erode Attico, che aveva sposato una ricca donna, Annia Regilla, discendente di quell’Attilio Regolo morto nella prima guerra punica. Tiberio Claudio Erode Attico, nato nel 100 d.C., fu retore, precettore degli imperatori Lucio Vero e Marco Aurelio e governatore della provincia d’Asia. Tale fondo occupava buona parte della tenuta agricola della Caffarella, giungendo fino alla via Appia Antica, dove è ora il circo di Massenzio.</p>
<p>Il tempio, ben conservato per la sua trasformazione nel VI secolo in chiesa dedicata al vescovo S. Urbano (ciò che ha assicurato la realizzazione di una serie di restauri, di cui il più importante è quello del cardinale Francesco Barberini nel 1634), originariamente si ergeva su un podio con sette gradini, al centro di un grande terrazzamento cinto da un portico. L’edificio è tutto in laterizio, decorazioni comprese, secondo l’uso del tempo, con quattro colonne corinzie davanti in marmo pentelico. Originariamente nella cella, dove ora c’è l’altare, c’erano le statue delle divinità e forse quella di Annia Regilla. Davanti al pronao c’era l’altare per i sacrifici. Il tetto era decorato con stucchi dipinti, di cui rimane quello centrale. Qui, in una delle due figure femminili si deve forse riconoscere Annia Regilla nell’atto di compiere un sacrificio (forse la scena è da interpretare come l’apoteosi di Annia Regilla).</p>
<p>Gli affreschi che decorano le pareti interne sono dell’XI secolo, ma furono rimaneggiati nel 1634. Essi rappresentano scene tratte dal Vangelo, del martirio di S. Lorenzo e di altri santi non ancora identificati, tra cui S. Cecilia e S. Urbano. Attraverso una scala si scende nella cripta, che doveva essere una confessio, cioè il luogo da dove si potevano venerare le reliquie del santo. Nella cripta è raffiguratala Madonna con Bambino tra S. Giovanni e S. Urbano.</p>
<p>C.L.</p>
<p>Bibliografia: <em>La valle della Caffarella. La storia ci racconta</em>, a cura del Comitato per il Parco della Caffarella, Roma 1994.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='https://www.gea-archeologia.it/s-urbano-alla-caffarella/' addthis:title='S. Urbano alla Caffarella ' ><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium" ></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tombe dei giganti e &#8220;medicina vibrazionale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 08:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

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		<description><![CDATA[Meravigliosa Sardegna nuragica: bella e selvaggia, con profumi mediterranei e località sperdute che si raggiungono solo con una buona e dettagliata guida. Monumenti più o meno noti e famose aree archeologiche (mantenute pulite e ordinate, come quella di Arzachena) che regalano ai visitatori un salto all&#8217;indietro nel<a href="https://www.gea-archeologia.it/tombe-dei-giganti-e-medicina-vibrazionale/">. Leggi tutto...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meravigliosa Sardegna nuragica: bella e selvaggia, con profumi mediterranei e località sperdute che si raggiungono solo con una buona e dettagliata guida. Monumenti più o meno noti e famose aree archeologiche (mantenute pulite e ordinate, come quella di Arzachena) che regalano ai visitatori un salto all&#8217;indietro nel tempo in territori spesso ancora incontaminati. Spettacolari le Tombe dei giganti, con la loro simbolica porticina d&#8217;accesso all&#8217;aldilà.  Ma attenzione alle vibrazioni! Sempre più spesso, durante le escursioni, ci si imbatte in gruppi di visitatori che letteralmente si piazzano seduti lungo le pietre e le steli che compongono l&#8217;esedra per godere dei benefici di ipotetiche energie positive. Trattasi di geobiologia: in sintesi degli effetti positivi sugli esseri viventi delle radiazioni elettromagnetiche cosmiche e telluriche. Secondo i fautori di queste teorie, i monumenti nuragici sarebbero stati eretti in punti cardini per le vibrazioni positive e da ciò ha preso ormai avvio un vero e proprio turismo alla ricerca di queste speciali località, e la terapia consiste proprio nel rimanere a diretto contatto, per un tempo più o meno lungo, con le pietre erette migliaia di anni fa.</p>
<p>Peccato però per chi vuole ammirare le strutture archeologiche nel loro insieme o nel dettaglio: se ci si imbatte in un gruppo dei suddetti turisti a caccia di vibrazioni positive per curare i loro malanni, sarà impossibile osservare i monumenti in tranquillità o scattare fotografie senza inquadrare persone &#8220;incollate&#8221; alle steli. Convinti di intraprendere una vera e propria terapia medica, rimangono lì, fermi, per decine di minuti, totalmente incuranti della frustrazione di chi vuole semplicemente osservare le strutture archeologiche, e magari ha compiuto un lungo viaggio per raggiungerle.</p>
<p>Certo, la suggestione dei luoghi è molto forte, l&#8217;impressione data da strutture monumentali costruite migliaia di anni fa ci colpisce nel profondo, il pensiero che proprio lì si sono compiuti antichi e misteriosi riti ci coinvolge ed esalta, ma credo che occorra non farsi prendere troppo la mano e soprattutto ricordarsi di rispettare i &#8220;semplici&#8221; visitatori evitando di occupare i monumenti per tempi troppo lunghi.</p>
<p>Propongo quindi di  istituire un doppio orario per le visite a scopo terapeutico e quelle turistico-didattiche, un pò come in alcune chiese &#8211; <em>mutatis mutandis</em> &#8211; in cui è vietato effettuare visite guidate durante le messe.</p>
<p>B.</p>
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		<title>Un&#8217;istantanea dalla California</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 10:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si può raccontare in breve un viaggio che ci ha visto attraversare in tre settimane Canada, California, Nevada, New Jersey e &#8211; dopo opportuno trasbordo &#8211; Scozia. Infatti non si può… si deve necessariamente scegliere, selezionare e “ridisegnare” un momento, un paesaggio, una foto!<a href="https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/">. Leggi tutto...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si può raccontare in breve un viaggio che ci ha visto attraversare in tre settimane Canada, California, Nevada, New Jersey e &#8211; dopo opportuno trasbordo &#8211; Scozia.<br />
Infatti non si può… si deve necessariamente scegliere, selezionare e “ridisegnare” un momento, un paesaggio, una foto! Nulla si può dimenticare di questa “spedizione”, dall’immenso e lussureggiante Canada, agli splendidi e mutevoli paesaggi della California, ai monotoni ed aridi scenari del Nevada.<br />
Ma ancora oggi ci ritroviamo a ricordare con nostalgia i due interminabili giorni trascorsi nel parco di Yosemite e nella Death Valley. Con la nostra Jeep Patrio nera abbiamo attraversato il parco di Yosemite nel cuore della Sierra Nevada rimanendo incantati ora davanti ad alte cascate ora davanti alle spettacolari montagne di granito, ai boschi immensi e silenziosi. Non abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in un orso bruno o un leone di montagna ma la sorte è stata dalla nostra parte e ci siamo imbattuti niente meno che in una simpatica marmotta!!! Dopo ghiacciai, laghi e pareti scoscese ci ritroviamo al di sotto del livello del mare….la Death Valleyci accoglie, solitaria e infuocata, con le sue aride montagne, la pianura salmastra ed il suo inverosimile deserto. Ci dirigiamo verso il parco lungo una dritta e solitaria strada; intorno a noi solo terra arida, piante simili a cactus, sassi che sembrano muoversi e improvvisamente l’innaturale silenzio che caratterizza questo paesaggio “lunare” viene squarciato dall’assordante rombo di due caccia militari che volano a poche decine di metri dalle nostre teste fino a scomparire verso l’orizzonte. Riprendiamo il nostro viaggio, saliamo e scendiamo, superiamo alture, attraversiamo pianure “macchiate” da sale, un caldo torrido, una umidità soffocante ….il termometro della macchina indica 103° F, circa 42° C.</p>
<p>Ma imperterriti andiamo avanti, abbiamo voglia di scoprire nuove meraviglie ed improvvisamente davanti a noi si apre il deserto, sabbia bianca, alte dune; il paesaggio cambia, sembra di rivivere la nostra vacanza nel Sahara libico e con i piedi nudi affondati nella sabbia e gli occhi rivolti verso un cielo azzurro e limpido non possiamo far altro che goderci questo irripetibile ed incredibile momento dimenticandoci di tutto il resto&#8230; anche della poca benzina rimasta per poter tornare alla civiltà!!!</p>
<p>E. &amp; D.</p>

<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/yosemite-2/' title='Yosemite 1'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/Yosemite1-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Yosemite 1" title="Yosemite 1" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/yosemite-3/' title='Yosemite 2'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/Yosemite-3-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Yosemite 2" title="Yosemite 2" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/yosemite-2-2/' title='Yosemite 2'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/Yosemite-2-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Yosemite 2" title="Yosemite 2" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/yosemite-4-2/' title='Yosemite marmotta'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/Yosemite-41-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Yosemite marmotta" title="Yosemite marmotta" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/d-valley/' title='D Valley'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/D-Valley-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="D Valley" title="D Valley" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/d-valley-3/' title='D Valley 1'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/D-Valley-3-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="D Valley 1" title="D Valley 1" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/d-valley-2-2/' title='D Valley 2'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/D-Valley-21-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="D Valley 2" title="D Valley 2" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/d-valley-5-2/' title='D Valley 3'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/D-Valley-51-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="D Valley 3" title="D Valley 3" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/death-valley/' title='D Valley 4'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/Death-Valley-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="D Valley 4" title="D Valley 4" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/img_0793/' title='Below SEA LEVEL!'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/IMG_0793-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Below SEA LEVEL!" title="Below SEA LEVEL!" /></a>

<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='https://www.gea-archeologia.it/unistantanea-dalla-california/' addthis:title='Un&#8217;istantanea dalla California ' ><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium" ></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>A spasso per Terracina: una gita fuori porta in compagnia di un bassotto!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 11:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>

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		<description><![CDATA[Un martedì di fine settembre a Roma, il caldo stenta a calare, così decido di fuggire dalla città in direzione di Terracina, alla scoperta di nuovi siti archeologici ancora sconosciuti. Insieme al mio fedele amico a quattro zampe, riesco a svicolare dal traffico cittadino e<a href="https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/">. Leggi tutto...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un martedì di fine settembre a Roma, il caldo stenta a calare, così decido di fuggire dalla città in direzione di Terracina, alla scoperta di nuovi siti archeologici ancora sconosciuti. Insieme al mio fedele amico a quattro zampe, riesco a svicolare dal traffico cittadino e a prendere l’Appia verso il mare. Superato Castel Gandolfo e salendo per qualche tornante, immersa nel verde dei Castelli Romani, mi ritrovo a Velletri; da qui il percorso è tutto in discesa e tra infinite distese di campi coltivati, un rettilineo di una quarantina di chilometri mi porta direttamente nella parte bassa della città. Giunta a Terracina capisco perché questo centro fu così importante da suscitare l’interesse prima degli etruschi poi dei volsci e infine dei romani: la sua posizione strategica, al centro di una baia estesa fra il Circeo e Gaeta, alla confluenza di numerose strade, e la protezione verso l’interno data dal massiccio di Monte S. Angelo, ne fanno un inespugnabile centro nevralgico per i commerci e per la penetrazione verso la Campania. Inizio la mia visita dal centro storico, nella parte alta della città, ed entrando dalla Porta Romana percorro il corso Anita Garibaldi che ricalca l’antica via Appia. Originariamente fuori dall’abitato, almeno fino al II sec. a.C., quest’area preserva resti di sepolture e di antiche abitazioni. Il corso prosegue in direzione della piazza del Municipio, girando attorno al Duomo che ha incorporato i resti di un edificio; forse un tempio di Roma e di Augusto o il <em>Capitolium</em> della città, sicuramente un luogo sontuoso come si può solo immaginare osservando i rivestimenti marmorei e le semicolonne che ne decorano i muri della cella. Di rimpetto, inglobati fra le case del centro storico, si ergono i resti di un altro tempio, il cui accesso avveniva dall’Appia e del quale mi colpisce l’opera reticolata bicolore, effetto ottenuto con l’impiego del tufo e del calcare (lo so, problemi del mestiere!). Scatto qualche foto di rito, supero un gruppo di turisti tedeschi e passando per un antico arco accedo alla piazza del Municipio. Come un salto indietro nel tempo mi ritrovo nel foro della città; il basolato della via Appia che corre per tutta la lunghezza della piazza e la pavimentazione in grandi lastre rettangolari di calcare risplendono sotto il sole di mezzogiorno e sotto i miei passi dopo secoli di storia. Attraverso la piazza, alla ricerca dell’iscrizione dedicatoria a grandi lettere incavate nelle lastre calcaree: eccola! Ancora qualche foto e poi, superando ciò che resta del teatro sulle pendici della collina sovrastante la piazza, scendo lungo via S.S. Annunziata per dirigermi verso il lungomare. Dal centro storico, silenzioso e quasi desertico arrivo nel cuore pulsante di Terracina, dove il traffico ed i negozi mi riportano alla routine quotidiana. Dopo un meritato riposo in spiaggia, percorro il lungomare in direzione del santuario di Giove Anxur. Questo quasi scompare ai miei occhi alla base del Pisco Montano, una rupe calcarea alta quasi 100 m che me ne impedisce la vista. Incisi nella roccia, grandi numeri romani indicano l’altezza del taglio della rupe voluto da Traiano; questo permise alla via Appia di proseguire il suo percorso lungo il mare, evitando così quello più antico che in modo tortuoso, si inerpicava per le pendici dei monti. Non mi rimane quindi che salire verso l’acropoli della città! Percorrendo la via di S. Francesco e rasentando la cinta muraria voluta da Silla nel I sec. a. C., tra radi ulivi e resti di sepolcri romani, si apre uno splendido panorama sul Circeo e sulla pianura pontina e poco dopo, su una vasta platea, si ergono le rovine di uno fra i più grandi santuari laziali. Un po’ delusa nello scoprire che non tutti i percorsi della visita all’acropoli sono praticabili per la creazione di un itinerario tridimensionale, mi godo il panorama alla fine di questa bella giornata, ripromettendomi di tornare nuovamente per vivere, anche se in una realtà virtuale, la vita religiosa, i sacrifici ed i riti che avvenivano in questo luogo in un lontano passato.</p>
<p>I.</p>

<a href='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/attachment/1/' title='Tempio in Corso Garibaldi'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/1-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Tempio in Corso Garibaldi" title="Tempio in Corso Garibaldi" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/attachment/2/' title='Tempio in Corso Garibaldi'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/2-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Tempio in Corso Garibaldi" title="Tempio in Corso Garibaldi" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/attachment/3/' title='Via Appia nella Piazza del Municipio'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/3-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Via Appia nella Piazza del Municipio" title="Via Appia nella Piazza del Municipio" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/attachment/4/' title='Pavimentazione in lastre calcaree'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/4-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Pavimentazione in lastre calcaree" title="Pavimentazione in lastre calcaree" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/attachment/5/' title='Iscrizione sulle lastre calcaree'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/5-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Iscrizione sulle lastre calcaree" title="Iscrizione sulle lastre calcaree" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/attachment/6/' title='Veduta del Pisco montano e del santuario di Giove Anxur '><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/6-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Veduta del Pisco montano e del santuario di Giove Anxur" title="Veduta del Pisco montano e del santuario di Giove Anxur" /></a>
<a href='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/attachment/7/' title='Bassotto fra le rovine del santuario di Giove Anxur'><img width="100" height="100" src="http://www.gea-archeologia.it/wp-content/uploads/2011/09/7-100x100.jpg" class="attachment-gallery" alt="Bassotto fra le rovine del santuario di Giove Anxur" title="Bassotto fra le rovine del santuario di Giove Anxur" /></a>

<div class="addthis_toolbox addthis_default_style" addthis:url='https://www.gea-archeologia.it/a-spasso-per-terracina-una-gita-fuori-porta-in-compagnia-di-un-bassotto/' addthis:title='A spasso per Terracina: una gita fuori porta in compagnia di un bassotto! ' ><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium" ></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>]]></content:encoded>
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